Introduzione Tesi di Laurea: consigli su come scriverla

introduzione tesi di laurea

Qual è il modo migliore di scrivere l’introduzione alla tesi di laurea? Cosa bisogna far emergere per introdurre al meglio il proprio lavoro?

L’introduzione è una delle sezioni più importanti della tesi: qui puoi descrivere l’argomento, formulare il problema e fornire una panoramica generale al lettore. Data la sua posizione all’inizio del lavoro, sarà probabilmente la parte più letta insieme all’indice e alle conclusioni, per cui è fondamentale che sia redatta con calma e attenzione. Dal momento che si tratta di un sunto in breve dell’intero lavoro, la cosa migliore è addirittura scriverla dopo le conclusioni, in modo tale da offrire una visione di insieme più lineare e completa dell’intero lavoro di tesi.

Introduzione della tesi di laurea: alcune caratteristiche

Si tratta di un testo lungo solitamente fra le 2 e le 3 pagine, ma può variare a seconda delle indicazioni del relatore. Lo stile deve essere chiaro e riassuntivo, indicando in modo diretto gli obiettivi del lavoro.

Cerca di mettere a fuoco soprattutto questi tre aspetti: cosa intendo dimostrare? Da dove sono partito e come si è svolto il lavoro?

Rispondendo in ordine a queste tre domande, riuscirai a scrivere un’ottima introduzione per la tua tesi.

Il contenuto

Nell’introduzione dovrai illustrare il contenuto dei singoli capitoli, soffermandoti sugli aspetti principali e indicando il motivo che ti ha spinto a dedicare ogni capitolo ad un particolare aspetto dell’oggetto della tesi. Questo lavoro di riflessione ti sarà inoltre utile in sede di discussione. Essere preparato sul contenuto e saper motivare le tue scelte saranno due armi vincenti davanti alla commissione di laurea.

Ricorda di essere sintetico, non è necessario spiegare tutto in questa prima sezione. Il suo scopo è semplicemente introduttivo. Ogni punto sarà poi approfondito nei capitoli successivi.

Per iniziare puoi aprire con una descrizione della domanda cui hai cercato di rispondere nella tesi e dei motivi per cui ritieni che questa domanda sia interessante: presenti in pratica l’oggetto della tua ricerca e i vari passaggi. Si prosegue con una descrizione del modo in cui hai deciso di rispondere e dei motivi che ti hanno indotto a scegliere quel modo.

Hai poi due alternative per la tua introduzione:

1) Elencare nel dettaglio

In questo caso, il corpo dell’introduzione consiste nel descrivere e introdurre tutto ciò che sarà presente nei capitoli.

2) Non soffermarti sui particolari

In un’introduzione di questo tipo, nel corpo centrale dovrai parlare in generale di cosa la tesi tratterà senza descrivere il contenuto di ciascun capitolo.

Si chiude poi con le conclusioni presentate brevemente che puoi trarre dalla tua risposta iniziale.

Evita i tempi passati: tipicamente la scrivi dopo aver fatto tutto il resto del lavoro, quindi viene spontaneo dire “In questa tesi si è affrontato il problema di…” o “In questa tesi si è implementato un sistema che…”. Però il lettore legge l’Introduzione come prima cosa, e si aspetta di trovarci gli obiettivi, non i risultati: quindi “In questa tesi si affronta il problema di…” o “In questa tesi si descrive l’implementazione di un sistema che…” (o, se ti piace di più “In questa tesi si affronterà il problema di…” o “In questa tesi si descriverà l’implementazione di un sistema che…”).

Lunghezza ideale dell’introduzione

Non ci sono regole precise o ideali riguardo la lunghezza dell’introduzione: non è necessario comprimere tutte le informazioni in un’unica pagina, come succede per l’abstract della tesi. Ma bisogna stare attento a non fornire informazioni troppo approfondite. È importante scrivere solo ciò che serve per introdurre adeguatamente l’argomento della tua ricerca.

Altri consigli preziosi

L’introduzione va pensata e scritta per un lettore che conosce in modo soltanto superficiale i problemi che tratti. Devi evitare quindi di dare per scontata la conoscenza di termini tecnici che non siano di uso comune o assolutamente elementari.

Chi legge l’introduzione deve poter rapidamente controllare l’effettiva utilità di ogni singola parte o capitolo rispetto agli obiettivi del lavoro.

Sia l’introduzione sia le conclusioni devono essere di poche pagine: al loro interno non devi aggiungere cose nuove rispetto a quelle già scritte nella tesi, ma dare un quadro sintetico del lavoro, utile a un lettore esterno che volesse farsene un’idea, senza leggere il resto delle pagine.

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Ileana Barilla

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