Il Film della Settimana: Interstellar (2014)

Interstellar

Iniziamo questa nuova settimana con un film di fantascienza molto particolare: Interstellar di Christopher Nolan.

Un lungometraggio impressionante, a volte sorprendente, che ha subito fatto breccia sia tra il pubblico che tra la critica, riscontrando tantissimi pareri positivi su tutte le più grandi testate giornalistiche. Interstellar vanta inoltre un cast eccezionale tra cui Matthew McConaughey, Matt Damon, Anne Hathaway, Michael Caine e Jessica Chastain.

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Interstellar: trama e recensione

Ci troviamo in un futuro non molto lontano, in cui la terra sta perdendo la sua fertilità e sta rapidamente diventando inabitabile. Il protagonista è il vedovo Joseph Cooper (interpretato da un superbo Matthew McConaughey), ex pilota della Nasa, che vive con la sua famiglia in una fattoria.

Cooper verrà poi mandato alla ricerca di un pianeta adatto alla vita e salvare così l’umanità.

Insieme alla sua collega Amelia Brand (Anne Hathaway) e all’equipaggio dell’astronave Endurance, viaggiano attraverso un buco nero che li porterà verso mondi che potrebbero essere colonizzati. Tutti i personaggi vengono però separati da tutto ciò che li definisce: i loro cari, le loro storie personali, la loro cultura, la terra stessa.  

I meravigliosi paesaggi fantascientifici all’avanguardia (il film ha infatti ricevuto il premio Oscar ai migliori effetti speciali) sono solo un involucro per un sogno spirituale ed emotivo sui desideri umani di base (per casa, per la famiglia, per la continuità della linea di sangue e della cultura). La separazione dei viaggiatori stellari e dei loro cari terrestri sono inoltre delle metafore spettacolari per ciò che accade quando le persone che apprezziamo vengono portate via da noi a causa della morte, di malattie o dalla distanza incolmabile.

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McConaughey è il protagonista giusto per questo tipo di film. Cooper si identifica con orgoglio come ingegnere, astronauta e agricoltore, ma ha l’anima di un poeta.

Concetto centrale all’interno del film è sicuramente il tempo. Il colpo da maestro dello storytelling del film deriva infatti dall’adesione ai principi di relatività: gli astronauti percepiscono il tempo in modo diverso a seconda di dove si trova Endurance, il che significa che quando scendono su un futuro mondo abitabile, pochi minuti equivalgono a settimane o mesi sulla nave. Nel frattempo, sulla Terra, tutti invecchiano e perdono la speranza.

Qui, più che in qualsiasi altro film di Nolan, il tempo è tutto: c’è un orologio che scandisce ogni aspetto dell’esistenza, dal globale al familiare.

Un altro tema per cui Nolan ci ha abituati a una costante nei suoi film è l’amore. In ogni suo lavoro il cardine di tutto è sempre il sentimento più forte di tutti. Questa volta è l’amore che lega padre e figlia (interpretata in età adulta da Jessica Chastain) a fungere da collante all’intera vicenda. Murphy e Cooper, anche quando sono separati da migliaia di anni luce, trovano il modo di ricongiungersi e comunicare (seppur incompresi) e andare avanti, arrivando a servire da tassello risolutivo che costituisce la fine della storia.

Pertanto Interstellar risulta un viaggio imperdibile, alla ricerca del cosmo, di nuovi pianeti abitabili ma in sostanza si tratta di un viaggio dentro noi stessi, la nostra anima e il nostro cuore.

Il film è un trattato di fisica, di astronomia, un’esperienza visiva, un’opera visionaria e per ultimo un maestoso intrattenimento. Interstellar è un mondo: in tre ore si parla di vita, morte, spazio, esplorazione, coraggio, amore, sacrificio, futuro.

E Nolan lo fa con un tatto ed una delicatezza che nel suo cinema ancora non avevamo trovato: per questo stacca decisamente il film dalla miriade di sci-fi e kolossal che mirano al botteghino, diventando una pellicola che trascende spazio e tempo. Si catapulta direttamente nel cuore e nella mente dello spettatore, lo rapisce, lo trascina nel suo universo galattico e non abbandona più. Un viaggio verso l’anima e il cuore di ogni singola persona, che ci ricorda come l’amore sia l’unico vero motore di questo universo fatto da molecole, galassie e atomi. È infatti il sentimento umano più potente che ci ha sempre aiutato a sopravvivere ad ostilità ed ostacoli di ogni tipo e natura.

Supportato anche da un lato tecnico e scientifico notevole, questo capolavoro è caratterizzato specialmente dall’ampiezza e dalla complessità che dona alla narrazione umanistica e metafisica. Non mancano musiche da brivido, che restano particolarmente impresse.

Un tempo per la meraviglia alzavamo al cielo lo sguardo sentendoci parte del firmamento, ora invece lo abbassiamo preoccupati di far parte del mare di fango.

Cooper

Ileana Barilla

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