Il Film della settimana: Shutter Island (2010)

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Iniziamo la settimana con un lodevole thriller sfornato dal grande regista Martin Scorsese: Shutter Island. Tratto dall’omonimo romanzo di Dennis Lehane del 2003, il film mette in scena una delle migliori interpretazioni di Leonardo Di Caprio.

La trama sviluppa la storia di un investigatore che indaga sulla scomparsa di un’assassina scappata dal manicomio criminale. Piano piano con il proseguire del film, il protagonista Edward Daniels (Teddy) perde la sua lucidità, somigliando sempre più ad un paziente del manicomio dove svolge le sue indagini.

Il film non può che indurre un’ansia costante che cresce sempre di più, grazie alla storia contorta e soprattutto alle musiche ed alle atmosfere mostrate nel film, che accompagnano lo spettatore verso il finale-rivelazione. Proprio per questo la tentazione di rivedere il film una seconda volta per scovare qualsiasi minimo indizio è grande.

Se ti piace Shutter Island, il consiglio è di vedere anche Fight Club, in linea con il genere.

Shutter Island: trama e recensione

1954: il maresciallo americano Teddy Daniels (Leonardo DiCaprio) si reca in un manicomio per pazzi criminali su un’isola con il suo nuovo partner Chuck (Mark Ruffalo). Daniels sta indaga sulla misteriosa scomparsa di un assassino dalla sua cella, ma vuole anche confrontarsi con Andrew Laeddis (Elias Koteas), un incendiario imprigionato, che ritiene responsabile della morte di sua moglie (Michelle Phillips). Sull’isola, Sull’isola i marescialli incontrano il capo di Ashecliffe, il dottor Cawley, interpretato da Ben Kingsley con la giusta miscela di arguzia e minaccia. Per Cawley, ognuno è un potenziale paziente: i suoi occhi sembrano essere ovunque. Il grande Max Von Sydow ha il ruolo del Dr. Naehring, che porta con sé l’aura della minaccia nazista. Non ci vuole molto perché Teddy capisca che nulla è come sembra.

Ci vuole un uragano per stravolgere gli eventi. L’incontro di Teddy con la paziente Noyce (Jackie Earle Haley) lo scuote, così come i suoi due incontri con l’omicida Rachel, interpretata da due attrici eccezionali, Emily Mortimer e Patricia Clarkson. La scena di Di Caprio in una grotta con la fantastica Clarkson è uno dei momenti salienti del film. Mette il pubblico nella posizione di Teddy, preso tra realtà e allucinazioni.

Shutter Island è la pellicola di Scorsese che più si avvicina ad un film horror da Cape Fear. La sua storia di indagine criminale si evolve mentre l’eroe poliziesco soffre di flashback contraddittori, che vanno da brutte esperienze della Seconda Guerra Mondiale durante la liberazione di un campo di concentramento ed un matrimonio concluso in modo raccapricciante sulla di un lago, ad allucinazioni indotte dalla droga.

Te lo consiglio perché

Con questa pellicola Scorsese si conferma uno dei migliori registi viventi. Pellicola mai banale e scontata, cerca di colpire lo spettatore con giochi psicologici e ripetuti colpi di scena, tanto da porre un punto interrogativo sul film stesso, il quale si appresta a diverse interpretazioni.

Fotografia da oscar, Scorsese sceglie per le scene nel manicomio l’ospedale di Medfield, e per quelle sull’isola l’isola di Peddocks.

La pellicola incuriosisce senza inganno, spaventa senza shock e tesse un bellissimo arazzo di folle ossessione senza mai fare affidamento su colpi di scena e rivelazioni dell’ultimo minuto. Combinando un lavoro tecnico mozzafiato con performance memorabili da parte del cast, il regista ha aggiunto un altro film alla sua lista di successi cinematografici, trasportandoci in un mondo accattivante, ma claustrofobico. È un orrore in cui siamo spaventati da ciò che è presentato, ma più terrorizzati da ciò che non si vede.

Magistrale interpretazione della follia umana, Shutter Island è un thriller psicologico dai risvolti inquietanti, un rompicapo che gioca con l’inconscio di menti imprigionate nella coazione a ripetere. Nulla è come sembra in questo penitenziario arroccato su un’isola del Massachusetts.

Il tema del film si concentra sul confine fra pazzia e sanità mentale, fra chi è malato e chi no, fra chi indaga e chi è indagato. Un mondo a parte, Shutter Island, in cui le certezze vengono messe in discussione e le verità smentite con disarmante facilità. Un viaggio, quello di Teddy Daniels, non solo nel manicomio, ma anche nella sua mente, nei suoi ricordi e nei suoi inconfessabili segreti.

Si tratta di una di quelle pellicole che bisogna rivedere più volte, un capolavoro del genere e un ottimo film.

Benvenuto nel manicomio. Goditi il soggiorno.

“Cosa sarebbe peggio? Vivere da mostro o morire da uomo per bene?”

Edward Daniels

Ileana Barilla

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