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Il film della settimana: La casa delle bambole – Ghostland (2018)

la casa delle bambole

Iniziamo questa nuova settimana con un horror in cui si mescolano sogno e realtà: La casa delle bambole – Ghostland di Pascal Laugier.

La casa delle bambole – Ghostland: trama e recensione

Beth è una ragazza con la passione per l’autore Lovecraft e i racconti dell’orrore, che ama anche scrivere. La sorella maggiore Vera non apprezza molto queste sue inclinazioni, mentre la mamma la incoraggia. Le tre si trasferiscono nell’isolata e spettrale casa della defunta zia Clarissa, in cui ci sono parecchie bambole, di cui l’anziana signora faceva collezione.

Un furgone dei gelati le ha però seguite. Da lì scende un uomo corpulento e violento: entra in casa, aggredisce la mamma e cattura le ragazze sotto lo sguardo di una sua complice. Beth, atterrita e incapace di reagire, vede la mamma lottare ferocemente contro gli aggressori. La madre implora Beth affinché fugga.

Beth si risveglia dal sogno urlando: sono passati anni dalla terribile vicenda ed è un’affermata scrittrice horror, ma gli incubi la tormentano ancora. Mentre è a casa con suo marito e il figlio, Beth riceve una telefonata accorata dalla sorella Vera, ormai mentalmente instabile, che le chiede di tornare.

Ritorna quindi nella vecchia casa della zia Clarissa dove Vera vive ancora insieme alla madre, nonostante tutto quello che è successo. Ma il confine tra la realtà e l’immaginazione è davvero sottile, e Beth si ritroverà costretta a rivivere nuovamente il suo peggiore incubo.

L’atmosfera di questo film è estremamente cupa e ossessiva. La vicenda sprofonda sempre più in un incubo macabro nel quale è difficile cogliere ciò che è vero da ciò che non lo è, con numerosi soprassalti dal sogno alla possibile realtà. I cambi di prospettiva e le svolte narrative sono talvolta spiazzanti e l’utilizzo scenografico e metaforico di un emblema tipico dell’horror come la bambola, immobile e straniante simulacro umano, fornisce elementi di inquietudine soprattutto nella seconda metà del film dove Pascal Laugier ritrova in parte la lucida cattiveria che aveva caratterizzato il suo capolavoro, Martyrs, qualche anno fa.

La-Casa-delle-Bambole-Ghostland

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La casa delle bambole – Ghostland è ponderato, anche elegantemente realizzato, leggero nella trama, nello sviluppo dei personaggi e nella spiegazione, ma molto pesante sulle torture inflitte alle giovani donne terrorizzate. Per alcuni fan dell’horror, questo tipo di contenuto estremo ha reso speciale Martyrs e qui potrebbero provare un brivido simile.

Non è un film nuovo nel panorama dell’horror e del fantastico, in quanto ripropone tematiche e stilemi antichissimi. Primo tra tutti il tema della casa maledetta, seguito dal gioco continuo e incessante di specchi che rifrangono-deformano sogno e realtà. Idem per le bambole, che riflettono ancora una volta l’altro che è in noi. A questi si unisce il passato che ritorna: i fantasmi passati sono continuamente presenti, già all’ingresso della casa della zia morta, sia sedici anni dopo, quando si rivive quanto avvenuto, appunto, nel passato. Ancora, il gioco continuo di ombre, che intervengono nella vicenda, dove il vero richiamo alla metà oscura che è in ognuno di noi e che non riusciamo a tenere fuori, il mister Hyde che ritorna sempre e comunque.

Anche il grande scrittore del fantastico horror Lovecraft viene materializzato in un sogno della scrittrice.

Le interpreti Crystal Reed-Emilia Jones (la scrittrice Elizabeth, da adulta e da ragazza), Anastasia Philips e Taylor Hickson (Vera, l’altra sorella, da grande e da ragazza) e la madre, Mylène Farmer, sono in parte, come lo sono gli interpreti maschili, pure apparenze.

Sulla componente letteraria si appoggia il riuscitissimo colpo di scena che cambia le carte e conquista lo spettatore, soprattutto il cultore del genere horror, che qui avrà modo di apprezzare anche la scenografia, ricca di oggetti strani dall’aspetto inquietante.

Oh, Cristo Santo! Sembra la casa di Rob Zombie!

Vera

Ileana Barilla

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