Il film della settimana: Suspiria (1977)

suspiria

Iniziamo la settimana con un grande classico: Suspiria, considerato insieme a Profondo Rosso il capolavoro di Dario Argento.

Nel 2018 il regista Luca Guadagnino ha realizzato un film omonimo, tuttavia ha dichiarato che non si tratta esplicitamente di un remake, bensì un omaggio alla potente emozione da lui provata quando vide il film originale.

Suspiria: trama e recensione

Desiderosa di perfezionarsi, Susy, una giovane ballerina americana, vola in Germania, all’Accademia di Friburgo, la più famosa scuola europea di danza.

Arriva in una tempestosa notte e scorge una ragazza che fugge da lì. Poi suona invano il campanello dell’Accademia: non la fanno entrare. Così deve riprendere il suo taxi e andarsene altrove per la notte. Intanto, la fuggitiva Pat trova rifugio da un’amica, ma è ossessionata da qualcosa che non vuole spiegarle. Una mano sconosciuta sbuca da oltre la finestra del bagno e uccide la ragazza, mentre l’amica cerca invano di entrare.

Il mattino dopo, Suzy ci riprova e stavolta l’algida miss Tanner la accoglie con fredda cordialità e la presenta all’insegnante, madame Blanc. Questa le rivela la tragica sorte di Pat e la ammonisce di stare attenta. Poi le spiega che per motivi tecnici non potrà alloggiare all’Accademia, ma in città, presso un’allieva del terzo anno, Olga. Suzy comincia a conoscere le altre allieve e nota che il clima non è sempre amichevole, ma i problemi veri saranno altri, quando inizierà a capire in quale luogo è veramente arrivata.

Argento utilizza in chiave apertamente horror elementi del mondo delle favole, presentando personaggi tipici di quel mondo, dall’apparentemente inerme protagonista alle streghe. L’Accademia non è il classico luogo chiuso dall’atmosfera macabra tipico degli horror: è un luogo magico, multicolore, attraente, eppure ancora più letale.

L’inizio è fulminante per la scelta delle atmosfere, la rapidità dell’azione e la capacità di introdurre in modo efficace e visualmente straordinario un clima enigmatico, surreale e minaccioso.

Caratteristico è l’uso del colore, che persegue un percorso personale di grande fascino. Raffinati giochi di luce e una costante applicazione di fantasia registica sia nei movimenti di macchina, sia nella messa in scena, accompagnano l’azione in un tripudio estetico che è una gioia per gli occhi.

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La trama di Suspiria è lineare e si avvantaggia di spunti e riflessioni originali. Inoltre, ogni delitto è inscenato con grande cura come se fosse un quadro a sé stante, valorizzando al meglio le scelte visuali e sceniche: si va dal claustrofobico all’agorafobico, come nella suggestiva sequenza dell’uccisione del musicista cieco. Innovatore ed esteta, maestro nella gestione degli spazi e abile creatore di atmosfere insolite e inquietanti, Argento trova un perfetto equilibrio di incubo visionario e racconto simbolico.

Da notare anche come il regista molto spesso faccia a meno delle parole anche per lunghi tratti affidandosi completamente ed efficacemente alla forza delle immagini. Tutto è di prima classe: dalle scenografie di Giuseppe Bassan alla fotografia di Luciano Tovoli alle musiche dei Goblin.

L’attrice Jessica Harper è perfetta nella parte. Ma anche il resto del cast è spettacolare, a partire da una grande di Hollywood come Joan Bennett e da una grande di Cinecittà come Alida Valli per arrivare alla brava Stefania Casini e a solidi caratteristi come Flavio Bucci. In una piccola parte c’è anche Udo Kier, cult actor per eccellenza. Questo è il primo episodio della trilogia delle madri, che sarebbe proseguita con Inferno e, dopo, con La terza madre.

Ci prendono in giro, Susy: la direttrice è qui! È lei, il respiro che sentiamo! È lei, la direttrice!

Sara

Ileana Barilla

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