Il film della settimana: Match Point (2005)

match point

Questa settimana il film consigliato è Match Point di Woody Allen. La pellicola annovera tra i riconoscimenti una candidatura ai Premi Oscar 2006 nella categoria migliore sceneggiatura originale.

Match Point: trama e recensione

Chris Wilton è un giovanotto irlandese che vive a Londra e si mantiene tenendo lezioni di tennis in un club molto esclusivo.

Qui fa amicizia con Tom Hewett, rampollo di una ricchissima famiglia dell’alta società londinese. In breve tempo il giovane si fidanza con Chloe, sorella di Tom e ottiene un impego presso l’azienda della famiglia Hewett.

Chris però, è irresistibilmente attratto dalla ragazza di Tom, l’affascinante Nola Rice (Scarlett Johansson).

Una pallina da tennis viene lanciata da una parte all’altra del campo, rimbalza sulla rete e rimane sospesa in aria: sarà soltanto il caso a decidere in quale metà del campo cadrà, decretando così le sorti della partita. Questa scena emblematica, mostrata nell’incipit del film, già da sola sintetizza il contenuto di uno dei migliori film di Woody Allen. Match point è la prima pellicola realizzata dal grande regista americano interamente al di fuori dell’abituale cornice di New York.

Questo film rappresenta un’inaspettata svolta drammatica nella produzione di Allen, che sviluppa alcuni temi portanti quali la dimensione del delitto e della colpa nella società moderna e la responsabilità morale dell’individuo di fronte alle proprie scelte.

Nella costruzione dell’intreccio di Match point, Allen non esita a prendere in prestito da fonti letterarie e cinematografiche: da Delitto e castigo di Fedor Dostoevskij (che il protagonista sta leggendo all’inizio del film) a Una tragedia americana di Theodore Dreiser, da Bel Ami di Guy de Maupassant a Crimini e misfatti dello stesso Allen.

Personaggio centrale della vicenda è Chris Wilton, interpretato dal fascinoso attore irlandese Jonathan Rhys Meyers: dalle origini modeste, bravo a tennis ma non abbastanza per affermarsi a livello agonistico, crede nell’importanza della fortuna più che nelle capacità o nel talento. Ed è proprio attorno alla sorte, imprevedibile e beffarda, che si sviluppa la vicenda, fino ad assumere le sfumature di una tagliente parabola morale.

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Match point racconta la rapida arrampicata sociale di un ragazzo carismatico ed ambizioso, accolto a braccia aperte dall’alta borghesia britannica, rappresentata dalla famiglia Hewett.

La graziosa ed ingenua Chloe (Emily Mortimer), che lo conquista grazie alle prospettive di un comodo matrimonio d’interesse, suo padre Alec (Brian Cox), che non esita ad offrire al futuro genero la possibilità di una facile carriera, la madre Eleanor (Penelope Wilton), raffinata e decisamente snob ed il fratello Tom (Matthew Goode), l’aitante rampollo amico di Chris. Sullo sfondo troviamo la Londra dei ricchi, fra lussuosi appartamenti con vista sul Tamigi, ville di campagna arredate con sopraffina eleganza, locali alla moda, ristoranti, teatri e gallerie d’arte, con l’accompagnamento musicale di arie d’opera accuratamente selezionate.

Ma alla scalata di Chris, inesorabilmente sedotto dallo stile di vita degli Hewett, si frappone un ostacolo: Nola Rice, un’attricetta americana per la quale Chris prova un’attrazione fatale che si consumerà all’insaputa della fidanzata Chloe e dell’agiata famiglia di lei.

La svolta della trama arriva nel momento in cui questa passione clandestina rischierà di compromettere in maniera irreparabile la nuova esistenza che Chris si è creato, e alla quale non ha la minima intenzione di rinunciare; ormai al giovane non rimane che un’unica via d’uscita: sporcarsi le mani di sangue.

E infatti, nella seconda parte Match point si trasforma in un thriller dai toni sempre più serrati, per concludersi con un finale a sorpresa che, significativamente, rievoca l’immagine iniziale della pallina da tennis. È il Caso l’unico arbitro in grado di stabilire le sorti del nostro destino; non esiste alcuna giustizia divina e al delitto non segue necessariamente il castigo.

La sceneggiatura del film è abilissima nel fare in modo che lo spettatore simpatizzi da subito con il protagonista, così bello, educato e gentile, finendo inevitabilmente con il parteggiare per lui e con il vestire i panni di complice e confidente del suo delitto. Il risultato complessivo è un’opera tesa e avvincente, impeccabile nella messa in scena ed interpretata da un cast encomiabile. D’altra parte Woody Allen, al timone di regia, conduce abilmente il gioco regalandoci una delle opere più interessanti e riuscite della sua straordinaria carriera.

In ogni cosa è importante avere fortuna. Il lavoro è indispensabile ma hanno tutti paura di ammettere quanta parte abbia la fortuna. In fondo gli scienziati stanno confermando sempre di più che la vita esiste solo per puro caso: nessuno scopo, nessun disegno.

Chris Wilton

Ileana Barilla

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