Un ragazzo sotto i riflettori – Fuori è Notte

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Il pezzo di cui andremo a parlare oggi è “Fuori è notte” di Il Tre. 

Ogni canzone parla di qualcosa e per ogni artista il significato è sempre intenso; scrivere un testo non è solo buttare giù un paio di rime o andare a tempo, scrivere un testo è mostrare un pezzo della propria anima a tutto il mondo, nuda e cruda.

“E ventitré anni son pochi per migliaia di euro
Per milioni di streaming, però è quello che volevo
Tornavo a casa da scuola con una strofa nuova
La provavo come se stessi al Teatro dell’Opera”

Il tre ci ha già abituato alla combo voce e strumento, molto lineare e sicuramente d’impatto soprattutto per un testo così tanto sentito come questo. Uno tra i pochi rapper/trapper che riesce a conquistare il pubblico non solo con una base aggressiva e con l’autotune. 

“Mi manca la leggerezza dei giorni
Quando affogavo i pensieri nei sogni
Mi rimangiavo le notti insieme a te
Che mi facevi da scudo senza niente
Ed ho firmato contratti importanti”

Un ventitreenne che ha investito tutto sé stesso nella musica anche se forse questa non basta a colmare il buio degli anni precedenti e alla troppa luce a cui è esposto oggi. 

“E c’ho bisogno d’amore
E non te l’ho mai detto
Non trovavo parole
O non era il momento”

In un’intervista dichiarerà che: “Sono stato in silenzio per mesi, ma tutto quello che ho da dire, tutto quello che ho passato, quello che ho sentito sta scritto in questo brano.” 

Questo brano è il punto di inizio e il punto cruciale della vita dell’artista. Voleva che il pubblico lo vedesse per quello che è, un semplice ragazzo che è riuscito a realizzare il suo sogno, ma comunque un ragazzo che a volte rimane sopraffatto da tutto. 

“Fuori è notte ed esco
Per sentire il vento freddo
E parlarti di me, parlarti di me
In un parcheggio triste, abbandonato, spento e vuoto
Proprio come me, proprio come me”
.

Emilio Carastro

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