Il film della settimana: Pulp fiction (1994)

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Nuova settimana, nuovo film: oggi parliamo di Pulp Fiction di Quentin Tarantino.

Quattro storie di violenza s’intersecano in una struttura apparentemente circolare che va avanti e indietro nel tempo. Il film ha ottenuto 7 candidature e vinto un Premio Oscar come migliore sceneggiatura originale. Questa pellicola rilanciò inoltre John Travolta e consacrò la giovane Uma Thurman.

Pulp fiction: trama e recensione

Los Angeles. Due rapinatori, Zucchino (Tim Roth) e Coniglietta, decidono di mettere in atto il prossimo colpo nella caffetteria in cui stanno facendo colazione. I killer Vincent Vega (John Travolta) e Jules Winnfield (Samuel L. Jackson) recuperano una valigetta dal contenuto segreto, puliscono la loro macchina sporcata dal sangue di uno spacciatore e con l’aiuto di Mr. Wolf finiscono nel locale della prima storia. Vincent Vega deve portare a ballare Mia (Uma Thurman), la moglie del boss Marsellus Wallace, dalla quale è subito attratto. Il pugile Butch (Bruce Willis) dovrebbe cadere al tappeto in un incontro truccato, ma l’orgoglio glielo impedisce.

Eccelsa opera del cinema degli anni Novanta, Pulp Fiction ha rivelato al mondo il talento di Quentin Tarantino, già regista de Le iene. Con una capacità incomparabile di mescolare alto e basso, generi e loro riscrittura, il regista orchestra un capolavoro pop fatto di citazioni e rimandi interni con il fine primo di traghettare lo sguardo in un gioco, di godibilissima fattura, in cui la forma della digressione fa da padrone, dando nuova vita a situazioni cinematografiche.

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A partire dal titolo riferito a quelle riviste popolari (Pulp Magazines) sulla cui carta scadente erano raccontate le novelle dei generi più disparati, dal poliziesco allo sportivo fino al western, Pulp Fiction frulla insieme stimoli della cultura popolare e del cinema di tutte le latitudini.

Tra le sequenze entrate nella storia citiamo il ballo tra Vincent Vega e Mia Wallace al Jack Rabbit Slim’s sulle note di You Never Can Tell di Chuck Berry. Colonna sonora di rilievo e attori principali in stato di grazia. Ottima la fotografia di Andrzej Sekuła.

In una schiera di archetipi cinematografici (l’assassino, il boss mafioso, la moglie del gangster, il pugile che fa una rissa) ciò che ha sorpreso di Pulp Fiction al momento dell’uscita è stata l’audace dinamica della storia, in cui Tarantino forgia ganci di attesa e curiosità che danno carattere a ciascun episodio. Dopo più di due decenni dall’uscita nelle sale statunitensi, questo cult continua ad essere riconosciuto come uno tra i più grandi capolavori della storia della cinematografia mondiale.

I giorni in cui dimentico sono finiti. Stanno per cominciare i giorni in cui ricordo.

Zucchino

Ileana Barilla

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