Il film della settimana: Nightmare Before Christmas (1993)

nightmare before christmas

In occasione dell’arrivo di Halloween, per tutto il mese di Ottobre parleremo di pellicole a tema horror/gotico: questa settimana abbiamo scelto il film d’animazione Nightmare Before Christmas di Tim Burton.

Una favola tetra e stramba, divertentissima e dall’allegria contagiosa ed ironica. La particolarità del film è la sua realizzazione in stop-motion, una tecnica sofisticata e complicatissima, che il regista riutilizzerà per La sposa cadavere diversi anni dopo.

Nightmare Before Christmas: trama e recensione

Jack Skeletron (Jack Skellington nell’originale), re del decadente mondo di Halloween, è stanco di mostri, urla e paura. Così, mentre i mostri riemergono dalle bare per terrorizzare il mondo, Jack sprofonda in una crisi esistenziale. Assuefatto dal terrore e insoddisfatto di una realtà ripetitiva e sempre uguale, si perde in una foresta cercando ispirazione. La trova in una porta magica che lo catapulta nel mondo del Natale, caratterizzato da calore, gioia e colore. Proprio lo stupore che cercava. E poi una missione: sostituirsi a Babbo Natale e gestire i preparativi della festa più attesa da tutti i bambini.

Decide così di sequestrarlo e di prendere il suo posto. Si mette in viaggio per consegnare i propri spaventevoli doni. Lo salva dal disastro Sally, una bambola di pezza segretamente innamorata di lui.

Grafica raffinata, originali effetti nel movimento e nell’atmosfera, creata grazie alla suggestiva colonna musicale di Danny Elfman. Nell’edizione italiana la voce di Jack è di Renato Zero.

Te lo consiglio perché

Nightmare Before Christmas si muove sulle note della fantasia più pura ed ispirata, mosso con cura e dedizione. Lo stile è riconoscibile per l’impronta gotica dei toni e soprattutto per lo scontro tra realtà opposte, in cui il difforme svetta sul banale per coraggio e ingegno. Sull’esempio del malinconico Edward mani di forbice, anche Jack punta all’integrazione, dimenticando che il bene da preservare è invece la differenza.

Burton ripropone lo scontro Io/Mondo sulle esili spalle di un personaggio che ha il coraggio di scuotersi dal torpore delle rassicurazioni e delle aspettative che gli altri ripongono in lui, esaltando la stranezza come parte fondamentale del vivere. Un film che gioca delicatamente con piani opposti della percezione, con il tentativo di dare forma e concretezza (gli abiti, i regali, la slitta) a qualcosa di astratto e impalpabile (la felicità, la gioia di vivere).

La condanna di una mentalità materialista impone un recupero di una dimensione valoriale pura, capace di viaggiare anche solo attraverso i sogni e le aspirazioni. Tra teste mozzate, vermi e cicatrici, l’opera di Burton celebra più di ogni altra cosa la voglia di cambiamento, cantandolo a squarcia gola.

E io Jack, Fantasma Re, son stufo ormai, e non so perché!

Jack Skeletron

Ileana Barilla

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *