“Quelli che benpensano” è il brano di cui tutti abbiamo ancora bisogno

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1997 è l’anno in cui Frankie Hi Nrg diventa protagonista di uno dei singoli più famosi del panorama rap italiano: “Quelli che benpensano”. La canzone rappresenta da subito un’icona nel settore, Disco di Platino per le oltre 50 mila copie vendute. È stata anche definita “Migliore canzone italiana del 1997”.

Si tratta, effettivamente, di un classico intramontabile nel rap che sopravvive allo scorrere del tempo: vanta molteplici remake a cura dei più quotati artisti italiani. E’ sufficiente far riferimento al King del Rap, Marracash che all’interno del suo album “Persona”, 2020 ha inserito una traccia dal titolo “Quelli che non pensano” feat Coez. Un evidente omaggio a Frankie Hi Nrg utilizzando, per di più, la stessa base e la stessa ritmica.

E’ indubbio che il rapper torinese sia l’autore di un vera e propria pietra miliare del rap italiano ma anche della cultura del Nostro Paese. “Quelli che benpensano” è ancora oggi utilizzato nei contesti di piazza, nelle manifestazioni e in altri momenti di condivisione e convivialità.

Frankie Hi Nrg riesce brillantemente nel suo intento: dare vita a una tagliente ed esplicita critica sociale degli anni ‘80/’90. Il finto perbenismo, lo spietato egoismo e il costante e pericoloso bisogno d’ostentazione del lusso, rappresentano gli elementi-chiave del testo. Una ritmica coinvolgente e mai scontata riesce, poi, a conferire una piacevole armonia al brano data anche dalla voce di Riccardo Sinigallia, nel ritornello, che difficilmente si riesce a dimenticare. Si tratta di un “pezzo senza tempo” poiché, nonostante siano passati 24 anni dall’uscita, si adegua spaventosamente bene alle dinamiche della società di oggi.

Quelli che benpensano: analisi della canzone

E’, infatti, descritta la natura umana in modo dettagliato e senza dubbio fedele alla realtà, dove, in un mondo competitivo che si muove a due velocità, non è raro imbattersi in coloro che, pur di emergere, sono disposti ad arrecare danno ai loro simili.

“Nella logica del gioco la sola regola è esser scaltro, niente scrupoli o rispetto verso i propri simili perché gli ultimi saranno gli ultimi se i primi sono irraggiungibili”.

L’ estratto del testo, permette di cogliere l’essenza di ciò che il rapper italiano ha voluto comunicare attraverso questo pezzo: la complessità della società umana, dimostrando quanto gli uomini rappresentano il più grande e profondo ostacolo al raggiungimento del benessere comune, soprattutto in presenza di personalità più deboli che, spesso, sono lasciate indietro da altre il cui obiettivo è quello di primeggiare.

La critica verso la società è ben evidente, schietta senza mezzi termini. La comunicazione diretta consente di dar vita a un’interessante e attenta riflessione circa i processi che costituiscono la società odierna ma anche quella del ventennio precedente: spesso tali processi non cambiano, rimangono immutati, anzi, si acuiscono.

Allora, è evidente che “Quelli che benpensano” è ancora oggi il brano di cui tutti abbiamo bisogno per comprendere a pieno la società in cui viviamo e muovere delle critiche valide e ben costruite.

Carla Marino

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