“Dove si balla” – La freschezza del sound Anni ’90

dove si balla

Una pandemia mondiale, una vera e propria emergenza sanitaria che ha cambiato radicalmente la vita di ciascuno di noi. Ha ridisegnato il nostro modo di interagire con gli altri, di vivere la collettività e non solo.

Sono stati anni difficili, anni che non dimenticheremo.

Una cosa è certa: ciò di cui abbiamo bisogno è un po’ di leggerezza e spensieratezza, nonostante le difficoltà quotidiane.

E’ proprio questa necessità che Jacopo D’Amico, in arte Dargen D’Amico, ha reso protagonista nel suo brano “Dove si balla”. Pubblicato il 2 febbraio 2022 presentato, inoltre, alla 72esima edizione del Festival di Sanremo. Brano con cui l’artista milanese ha raggiunto la nona posizione.

Un ritmo fresco, coinvolgente e difficile da dimenticare: “Dove si balla” riprende le sonorità italodance e eurodance degli anni ’90: insomma, un vero e proprio omaggio al genere. Non dimenticando, poi, il tocco dalle striature indie-pop.

Dargen, infatti, è un’artista versatile che, negli anni, è stato in grado di fare della “contaminazione” musicale un’arma vincente.

Non solo un cantante: è un dj, rapper e produttore che, attraverso questo brano, invita l’ascoltatore a godersi la vita e a dare un tocco di leggerezza anche durante momenti molto difficili, fatti di incertezze e indecisioni. 

Inutile ribadire che si tratta di una chiara illusione all’emergenza sanitaria e alla conseguente pandemia, dove, la musica diventa un vero e proprio spazio in cui evadere.

Dove si Balla: un estratto del brano

Mi piace la musica dance

Che pure un alieno la impara

E mi piace, mi piace, mi piace

Che non mi sento più giù

(Più giù)

Mi piace perché sa di te

Di quando ballavi per strada

E mi piace, mi piace, mi piace

Anche se non ci sei più

(Sei più)

Ultimamente dormo sempre anche se non sogno

Senza live con il pile sul divano

Se dormi troppo poi ti svegli morto

Sono d′accordo

Quindi dove andiamo?

Dove si balla

Fottitene e balla

Tra i rottami, balla

Per restare a galla

Negli incubi mediterranei

Che brutta fine le cartoline

La nostra storia che va a farsi benedire

Ma va’ a capire perché si vive, se non si balla

Dai, metti la musica dance

Che tremano i vetri di casa

Buon Ascolto!

Carla Marino

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