Il film della settimana: Qualcuno volò sul nido del cuculo (1975)

Qualcuno volò sul nido del cuculo

Questo lunedì di vacanza ci dedichiamo ad un film cult: Qualcuno volò sul nido del cuculo di Miloš Forman.

Vincitrice dei cosiddetti Big Five (Oscar come miglior film, miglior attore e miglior attrice, miglior regista e migliore sceneggiatura non originale) questa pellicola ha profondamente segnato la storia del cinema.

Qualcuno volò sul nido del cuculo: trama e recensione

Tratto dal romanzo omonimo di Ken Kesey, il film racconta il disagio vissuto dai pazienti nei manicomi statali, denunciando il trattamento disumano a loro riservato in tali strutture. Verso i degenti, infatti, vigeva un atteggiamento assolutamente discriminatorio, alimentato dalla paura dell’aggressività che a volte, ma non sempre, caratterizza la malattia mentale.

Randle Patrick McMurphy (Jack Nicholson) viene ricoverato nel 1963 all’ospedale psichiatrico di Salem, in quanto accusato di aver stuprato una quindicenne.

Inizialmente viene accolto dal Dottor John Spivey, che gli spiega a quali trattamenti verrà sottoposto per capire la natura della sua malattia mentale.

Durante il periodo di osservazione, è insubordinato ed istiga alla ribellione gli altri pazienti: rifiuta le medicine, prende in giro gli infermieri e i degenti, ruba l’autobus dell’ospedale e sottrae con l’aiuto degli altri pazienti una barca da pesca, fingendo di far parte di un gruppo di medici della struttura.

Sotto la sua guida e grazie al suo esempio, gli altri degentiiniziano a ribellarsi agli infermieri e soprattutto a Mildred Ratched, la temibile caporeparto. Randal stringe amicizia con gli altri pazienti, in particolare con Billy, ragazzo timido e balbuziente, e con Bromden, sordomuto dalla corporatura imponente.

Ad entrambi cerca di far capire che sono persone degne di rispetto e di conseguenza devono essere trattate come tali. Tuttavia, quando capirà che è impossibile cambiare realmente le cose, organizzerà la fuga.

Te lo consiglio perché

Il “nido del cuculo” è un’espressione impiegata nel gergo statunitense per indicare un manicomio. Questa frase ha un significato simbolico: il cuculo è un uccello che non costruisce nidi, ma utilizza quelli di altri uccelli per deporre le proprie uova. Nel caso del film, il nido è rappresentato dal manicomio stesso e i pazienti al suo interno sono le ‘uova’ che la società (il cuculo) ha deposto per isolarli dal mondo.

Il qualcuno che vola sul nido del cuculo del titolo è il protagonista, Randle Patrick McMurphy, che smaschera il carattere repressivo e carcerario dell’istituzione.

Ma credete veramente di essere pazzi? Davvero? Invece no, voi non siete più pazzi della media dei coglioni che vanno in giro per la strada, ve lo dico io!

Randle Patrick McMurphy

Ileana Barilla

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *