“Dove Volano Le Aquile”: spazio alla profonda intimità di Luchè

dove volano le aquile

Più di un mese fa, il primo aprile, Luchè è tornato. Ottenendo un posto di tutto rispetto tra le nuove uscite che, quest’anno, il rap italiano ci ha regalato.

Infatti, insieme a Fabri Fibra, Noyz Narcos, Marracash e, non ultimo, Gemitaiz, anche Luca Imprudente dice la sua nella scena rap italiana: dopo diversi anni dal suo ultimo album.

“Dove Volano le Aquile” già certificato disco d’oro, è un lavoro in cui Luchè lascia spazio alla sua intimità, alle sue riflessioni con una preziosissima sensibilità artistica, ormai, più che rara.

Un album, sì, ma anche un viaggio all’interno di se stesso in cui l’iconico rapper napoletano mette a nudo le sue debolezze, fragilità, traumi e sofferenze.

“Le pietre non volano” è sicuramente uno dei brani più importanti, arricchita dal feat con Marracash. All’interno della traccia, non pochi sono i riferimenti alla vita di Luchè: la separazione dei genitori che lo ha reso vulnerabile, il suo rapporto travagliato e difficile con gli altri, la costante ricerca di se stesso costituita da tormento e inquietudine. 

Luchè ci ha regalato un’altra perla: un mezzo attraverso il quale è possibile maturare una riflessione profonda e variopinta dell’essere umano e, soprattutto, dell’uomo in relazione agli altri.

Non manca, poi, una buona dose di nostalgia con “Over” feat Geolier. Il brano che riprende la strumentale della storica “Int’o Rione” che ha ricevuto anche qualche critica relativa all’ assenza di Ntò sul Beat.

Nonostante ciò, Dove Volano le Aquile è un album completo, ricco di spunti di riflessione. Luca Imprudente non ha deluso neanche questa volta.

UN ESTRATTO DI: “LE PIETRE NON VOLANO”

Le stelle non finiscono mai
Le rocce fermano i mari
I diamanti fanno ricchi gli umani
Le Pietre non volano

Ho trovato un amico nell’alcol
Ho trovato un nemico nell’altro
Io ho teso la mano e lui mi ha dato uno schiaffo
La pace e l’armonia non m’hanno mai salvato

La separazione dei miei genitori
Fu la mia prima delusione d’amore
Mi ha reso una persona fin troppo rancorosa
Che mi rincarnerò nella spina di una rosa

Il mondo è piccolo ma gira all’infinito
Se mi perdo io si perde anche chi mi ha seguito
Anche se alzare la voce non c’è più proibito
Chi ha le risposte preferisce stare zitto

Sto cercando ancora me stesso
Che ha sofferto a modo diverso
Piangere in pubblico non è permesso
Niente ha senso ma ci penso spesso

Carla Marino

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