Il film della settimana: Non lasciarmi (2010)

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Questa settimana parliamo di un film toccante e molto commovente: Non lasciarmi di Mark Romanek.

Nata dal romanzo omonimo del 2005 di Kazuo Ishiguro e sceneggiata da Alex Garland, la pellicola è ambientata in un presente alternativo distopico in cui alcuni ragazzi vengono messi al mondo ed allevati esclusivamente per fornire riserve di organi.

Non lasciarmi: trama e recensione

Kathy (Carey Mulligan) è un’assistente che affianca i pazienti durante le donazioni degli organi. In un lungo flashback ricorda la sua infanzia e l’adolescenza trascorse nel college inglese di Hailsham, l’amicizia con Ruth (Keyra Knightley) e l’amore per Tommy (Andrew Garfield). Durante una lezione i tre protagonisti vengono informati da una tutrice che il loro destino era, purtroppo, già stato pianificato.

Vivono però con speranza questa condizione di orfani, assuefatti alla grigia e silente crudeltà di Hailsham, che li riduce a cavie per servire il progresso scientifico.

Il film è un thriller dalle tinte fosche e angoscianti: dalle divise collegiali alle mura degli ospedali, prevalgono solo tonalità grigie. La scenografia e la musica è tutt’uno con lo stato d’animo dei protagonisti.

Un confronto con le conseguenze del progresso scientifico, che diviene interrogativo sulla condizione umana, sull’omologazione, la libertà individuale e la pressione di un potere che vorrebbe livellare il pensiero. Dentro sono presenti gli interrogativi sulla scienza, sul senso dell’amore, dell’amicizia e dell’arte.

La tragedia di questa lenta rassegnazione al destino è tramata dai personaggi con eleganza, senza contrasti, atti di forza o ribellione. Nessuno di loro metterà al mondo bambini, perché generare è un atto creativo e la creatività è bandita dalle loro vite.

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Non lasciarmi narra una storia delicata, in bilico continuo fra realtà e fantascienza, dove la tematica della clonazione, dei limiti etici, del peso dei sentimenti sul destino dell’uomo, non sovrasta, si delinea e chiarisce poco per volta, avvenendo in molto naturale.

Si arriva per gradi alla comprensione della verità agghiacciante. Un messaggio importante è sotteso alle immagini di questo meraviglioso film da vedere, vero, dolce, intenso e discreto, che ci coinvolge in una valutazione morale che va oltre la trovata fantascientifica. Le due prerogative che ha l’uomo per continuare a dichiararsi tale, al di là di ogni tentativo di annullarne l’identità e l’unicità, sono l’arte e l’amore.

Il college di Hailsham aveva introdotto una variabile, un piccolo museo, una galleria di opere realizzate dai bambini, per capire se i cloni hanno un’anima. Dopo la sua chiusura, i cloni continuano ad essere prodotti come polli in batteria. E l’amore? Disperato, ma esiste e resiste. Nessuno può farci niente, nemmeno impedire che nasca fra i cloni.

Forse nessuno ha compreso la propria vita, né sente di aver vissuto abbastanza.

Kathy

Ileana Barilla

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