Il film della settimana: E.T. – L’extra-terrestre (1982)

E.T.

Questa settimana parliamo di un capolavoro, diventato presto un classico della storia del cinema: E.T. – L’extra-terrestre di Steven Spielberg.

Vincitrice di ben 4 premi Oscar, la pellicola aprì la strada a un nuovo genere di film: pellicole più personali, incentrate sulle emozioni e sulle condizioni umane dei protagonisti, come sarà ad esempio Schindler’s List.

E.T. – L’extra-terrestre: trama e recensione

Un UFO scende sulla Terra in missione esplorativa per cercare campioni di piante da analizzare. Tuttavia, appena viene scoperta, è costretta a riprendere il volo, abbandonando un componente dell’equipaggio che si è allontanato nel bosco. Vagando in cerca di aiuto, giunge in una casa abitata da una donna con i suoi 3 figli: Elliott, Michael e Gertie. Elliott scoprirà questo piccolo extra-terrestre dal corpo basso e tozzo, dagli enormi piedi e dalla testa schiacciata e lo nasconderà in casa. Quando i fratelli lo scopriranno, si coalizzeranno per difenderlo dagli adulti che lo cercano.

E.T. ed Elliot entrano presto in sintonia e in contatto telepatico, rendendosi partecipi delle stesse emozioni: attraverso gli occhi di Elliott l’extraterrestre impara a conoscere il mondo degli uomini. Ben presto però l’extraterrestre avrà bisogno di essere curato.

Il regista aveva già affrontato la fantascienza con una sua visione personale in Incontri ravvicinati del terzo tipo, ma qui va oltre. Nello sviluppare il tema della diversità affronta la possibilità che il diverso possa non essere del tutto ‘solo’. L’incontro tra il protagonista ed E.T. avviene di notte ed entrambi provano paura nello scoprire il diverso da sé e sconosciuto. Progressivamente quella paura si trasformerà in amicizia e la loro stessa sopravvivenza sarà legata a una dipendenza reciproca.

Uno dei particolari più evidenti dell’alieno è la mano dal lungo dito, che indica il cielo per cercare la ‘casa’ a cui telefonare, ma che sa anche illuminarsi per guarire o toccare qualcuno nel profondo. Le mani che si uniscono, simbolo di solidarietà, diventeranno da allora uno dei segni favoriti di Spielberg, fino al punto di rappresentare il manifesto di Schindler’s List e sottolineando come l’alieno sia spesso più vicino a noi di quanto noi stessi non pensiamo.

Te lo consiglio perché

E.T. – L’Extra-Terrestre è una fiaba per bambini e per tutti quegli adulti che hanno conservato in sé lo spirito dell’infanzia. L’assenza della figura paterna si accompagna alla visione negativa del mondo degli adulti, opposto a quello dell’infanzia e caratterizzato dal sogno della purezza assoluta. Uno dei temi principali del film e dell’intera opera di Spielberg è proprio questa contrapposizione: da una parte, la razionalità e l’intelletto, ma anche la violenza, degli adulti; dall’altra, il sentimento, l’istinto e la fantasia dei bambini.

Sono proprio i bambini, infatti, gli unici che possono veramente accettare la diversità, rappresentata da E.T., fino a incorporarla in sé, a identificarsi con i diversi.

Io sarò sempre qui.

E.T.

Ileana Barilla

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