Il film della settimana: A Beautiful Mind (2001)

A Beautiful Mind

In questa nuova settimana parliamo di un film da Oscar: A Beautiful Mind di Ron Howard.

Dedicata alla vita del matematico John Forbes Nash jr. e interpretata da Russell Crowe, la pellicola ha vinto moltissimi premi, tra cui l’Oscar come miglior film.

A Beautiful Mind: trama e recensione

1947, Università di Princeton. Qui il diciannovenne e talentuoso matematico John Nash (Russell Crowe) si distingue come studente introverso, ma intellettualmente brillante.

Riluttante nell’instaurare rapporti sociali, ha solo un amico: Charles Herman, il suo compagno di stanza. Ossessionato dal pensiero di trovare un’idea originale a cui applicare le sue formule, John riesce nel suo obiettivo durante una serata in un locale e con una sfida in relazione ad una bellissima ragazza bionda.

Questa vicenda lo ispirerà per l’elaborazione di una tesi di dottorato di sole 27 pagine sui principi matematici di competizione che annullerà tutti gli studi precedenti. Qui espone geniali intuizioni fondamentali allo sviluppo della “teoria dei giochi”, facendo così diventare obsolete le teorie economiche di Adam Smith.

Accolto con tutti gli onori al prestigioso MIT, a John viene anche offerto il delicato incarico di decodificatore di codici segreti dei russi durante la Guerra Fredda tra Usa e Urss. Sposato con una bella e intelligente studentessa, Alicia, lo scienziato cade progressivamente in uno stato ossessivo che verrà diagnosticato come schizofrenia di tipo paranoide.

Grazie alla forza dell’amore per Alicia e con la propria intelligenza e volontà, riuscirà a superare i dolori le numerose difficoltà derivate dalla malattia e vincere addirittura il premio Nobel nel 1994.

Te lo consiglio perché

Ron Howard dirige una biografia romanzata avvincente e basata principalmente sulla speranza e sui buoni sentimenti.

La brillante sceneggiatura di Akira Goldsman è basata sulla biografia “Il genio dei numeri” di Sylvia Nasar, ma la svolta centrale è del tutto inaspettata. A sorpresa lo spettatore passa dal realismo oggettivo all’incubo soggettivo: il regista è molto bravo nel condurci nella follia, nel procurare una profonda inquietudine. I fantasmi paranoici del protagonista non vengono infatti banalizzati nella dimensione patologica, ma assurgono a quella più propriamente umana.

Grazie alle terapie, all’amore, alla volontà e alla ragione Nash guarisce, ma quando diventa cosciente dei suoi fantasmi non li nega: li tiene a bada per non lasciarsi più travolgere.

Alla magistrale interpretazione di Russell Crowe si affianca quella dell’attrice non protagonista vincitrice dell’Oscar, una magnifica Jennifer Connelly, che restituisce con incanto l’idea del sacrificio che una persona amata può imporre alla nostra vita.

A beautiful mind guida magistralmente lo spettatore attraverso la vita, le paure e i tormenti di un grande uomo, genio della matematica ed economia. Una storia commovente, ma non smielata, drammatica ma non triste, che lascia intendere una gran voglia di vivere ogni singolo giorno e lottare sempre, nonostante le difficoltà.

Forse è bello avere una grande intelligenza, ma il dono più importante è scoprire un grande cuore.

John Nash

Ileana Barilla

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