“Gaiola Portafortuna” – L’amore immerso nel mistero

Gaiola Portafortuna

Liberato: un artista che ha fatto del suo anonimato un punto di forza. Un’”identità” con la quale ha saputo distinguersi dagli altri.

Liberato, che canta l’amore passionale attraverso la sua Napoli. I suoi brani sono arricchiti con incredibili videoclip che sembrano, piuttosto, essere dei cortometraggi.

La città di Napoli è, infatti, l’assoluta protagonista. Una cornice tra miti, credenze e tradizioni all’interno della quale prendono vita emozionanti e struggenti storie d’amore.

Una delle tracce di Liberato che, più di tutte, mette in luce il mito e le tradizioni della città partenopea è sicuramente “Gaiola Portafortuna”. Il “Parco Sommerso di Gaiola” è uno dei misteri di Napoli. Sono tante, infatti, le credenze popolari legate a questo luogo. Si tratta della “Maledizione della Gaiola” cioè della “magia nera” praticata sull’Isola durante il Medio Evo sino ad arrivare ad una serie di eventi paranormali e sinistri capitati a tutto quelli che hanno abitato o posseduto la villa che si trovava sulla superficie. Si racconta, per esempio, della bancarotta del barone Lagheim o della infermità mentale, della pazzia di Maurice Sandoz.

A dispetto di ciò, la Gaiola è un posto incredibile, quasi magico. Un luogo mozzafiato: uno dei tesori di Napoli

La Gaiola è, infatti, anche un luogo romantico: uno dei più romantici della città. E’ proprio di un romanticismo sfrontato, coraggioso e passionale di cui Liberato canta in “Gaiola Portafortuna”: un modo per esorcizzare le credenze popolari attraverso l’amore.

Inoltre, “Gaiola portafortuna” racconta delle minoranze di Napoli. Qualcuno sostiene, infatti, che, il videoclip sia un omaggio ai sette migranti deceduti per mano della camorra in quella che viene chiamata: “La strage di Castel Volturno” avvenuta il 18 settembre 2008.

Un estratto del brano Gaiola Portafortuna

‘A voce ‘e ‘na sirena
Quanno steve assieme a te
Il cuore mi batteva
Mo’ riceme pecché

Nun me vuò cchiù
Je t’ o giuro
Mai, giuro, mai cchiù
St’appucundria
Ciento lacrime p’ na bugia

Ma mo nun chiagne cchiù
Te port’ sott’ a luna
Nun rire cchiù
Gaiola portafortuna
Uh-uh
Sott’ ‘a luna

Gaiola portafortuna

Te port’ sott’ a luna
(Oh Baby, oh baby, oh, oh, oh, baby)
Gaiola portafortuna
(Oh Baby)

Carla Marino

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