Il film della settimana: Elvis (2022)

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Questa settimana parliamo di un film molto recente, da vedere: Elvis di Baz Luhrmann.

La pellicola racconta la vita del celebre Elvis Presley ed il suo complicato rapporto con il manager Colonnello Tom Parker, dall’ascesa al successo mondiale, passando per la relazione con Priscilla e il suo declino.

Elvis: trama e recensione

La storia di Elvis Aaron Presley (Austin Butler), mito di più generazioni, viene raccontati dal punto di vista del suo manager di tutta una vita, il Colonnello Tom Parker (Tom Hanks). Con la sua voce accompagna la sua dirompente ascesa, fino a farlo diventare un’icona assoluta della musica rock e del costume, insieme al suo impegno di condizionarne la vita con il fine di salvaguardare la propria.

Il punto di vista narrativo è quindi quello di un mistificatore (o come era solito chiamarsi, un imbonitore) per eccellenza, quell’Andreas Cornelis van Kuijk che si faceva chiamare Colonnello. È proprio lui che influenzerà la vita di Elvis, anche in modo molto importante.

L’interpretazione magistrale di Tom Hanks aggiunge una pietra miliare alla sua filmografia, insieme a quella di Austin Butler che rappresenta davvero una grande sorpresa. La sua è un’adesione così completa al personaggio, ma anche alla persona, che permette a Luhrmann non solo di narrarne il percorso professionale, ma di leggerlo anche su un ancor più complesso piano storico, politico e sociale.

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La trama approfondisce le dinamiche, talvolta difficili, dei due personaggi principali di oltre venti anni.

Se da un lato però il colonnello Parker, personaggio dal lato cinico e meschino, si sofferma sull’invenzione del Re del Rock ‘n Roll; con Elvis, si cerca di cogliere il suo lato più umano, l’uomo dietro il mito.

Così il regista rende Elvis un’icona colorata, energica e sfrenata, ma gli fa assumere anche un’aura malinconica e tragica.

L’aspetto visivo del film, fatto di colori, movimenti vorticosi e musica (insieme a fotografia, scenografia, montaggio e colonna sonora eccezionali), sposa appieno sia con lo stile di Baz Luhrmann che con quello del cantante. Una ricostruzione minuziosa, che riesce a far coinvolgere emotivamente lo spettatore.

Così il film diventa uno spettacolo coinvolgente, che valorizza il genio di Presley e la sua importante influenza nella musica Rock, anche attraverso la metamorfosi del suo destino in un vero e proprio incubo.

Ci sono tante persone che parlano tanto. Ma alla fine dovete ascoltare solo voi stessi.

Elvis

Ileana Barilla

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