Rigenerarsi in armonia: Le campane tibetane

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Si sa, settembre è il mese più duro dell’anno: chi torna al lavoro, chi all’università, chi intraprende un nuovo percorso di vita. Insomma, settembre è un mese tradizionalmente legato alla ripresa delle quotidiane attività dopo lo stop estivo. E, ancora, per altri, è il mese dei nuovi inizi.

Per questa ragione, il consueto appuntamento dedicato alla musica, questa volta, lascia spazio alle “Campane tibetane”: antichi strumenti musicali originari del continente asiatico, attraverso i quali è possibile accompagnare intense sessioni di meditazione per dare inizio, al meglio, alle quotidiane attività o alle nuove sfide che la vita riserva.

LE CAMPANE TIBETANE

Una campana tibetana è una ciotola generalmente realizzata con una lega di bronzo contenente rame, stagno, zinco, ferro, argento, oro e nichel. Viene suonata percuotendo o sfregando il bordo con un battente di legno o di pelle. Questo strofinamento fa vibrare i lati e il bordo della ciotola, producendo un suono ricco e pieno.

I BENEFICI

Da molto tempo, le campane tibetane sono state e sono, tutt’ora, impiegate per molti scopi. Tra i quali, la riduzione dello stress e il sollievo dal dolore.

In particolare:

Corpo

  • Rilassamento profondo e rigenerazione muscolare
  • Sollievo dal dolore per articolazioni, muscoli, sciatica, mal di testa ed emicrania
  • Miglioramento della circolazione sanguigna
  • Migliore digestione
  • Eliminazione delle tossine dal corpo
  • Rafforzamento del sistema immunitario

Mente

  • Rilassamento
  • Alleviamento di tensioni mentali, emotive e blocchi
  • Migliore concentrazione
  • Più energia e forza nella vita di tutti i giorni
  • Maggiore fiducia in sé stessi, miglioramento del potenziale creativo

Spirito

  • Maggiore autostima
  • Migliore equilibrio e armonia
  • Sensazione di beatitudine e leggerezza

USI

Ci sono diversi modi di utilizzare e beneficiare delle campane tibetane. E’ possibile usufruirne in casa autonomamente: se si possiede una campana tibetana e si desidera creare un’atmosfera che accompagni la meditazione, è possibile percuotere un lato della campana con un battente di legno o pelle e proseguire roteando il battente su tutta la circonferenza della campana creando un suono corposo e omogeneo ma, soprattutto, armonioso. Scandendo così, le fasi della meditazione che può, inoltre, essere accompagnata dal profumo di un incenso o di una candela accesa. 

Inoltre, sono molto note le sessioni del “bagno sonoro”: In generale, un bagno sonoro è un’esperienza meditativa in cui i partecipanti vengono “bagnati” da onde sonore generate da diverse fonti, inclusi strumenti curativi come il gong, le campane tibetane il diapason e persino la stessa voce umana.

La musica non ha una melodia o un ritmo orecchiabile come quelli che normalmente sperimentiamo in una canzone o una sinfonia, ma è invece un mix di strumenti e voce accuratamente selezionato per la sua risonanza e le sue frequenze.

Durante il bagno sonoro, i partecipanti solitamente si sdraiano nella posizione Savasana dello yoga e vengono guidati da un terapista del suono che facilita l’esperienza. Talvolta l’intero gruppo di partecipanti contribuisce con canti e persino mantra. Un’esperienza guidata come questa generalmente può durare dai 30 minuti alle tre ore.

Insomma, le campane tibetane costituiscono un toccasana per mente, corpo e spirito.

IL SUONO DELLE CAMPANE TIBETANE E MEDITAZIONE CURATIVA:

Buon ascolto!

Carla Marino

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