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Il film della settimana: Snowpiercer (2013)

Snowpiercer

Questa settimana parliamo di un capolavoro ricco di effetti speciali e con un cast eccezionale: Snowpiercer di Bong Joon-ho.

Questo thriller apocalittico rappresenta il debutto cinematografico in lingua inglese per il regista sudcoreano, vincitore del premio Oscar con il film Parasite.

Snowpiercer: trama e recensione

In un futuro post apocalittico, in seguito al fallimento del tentativo di fronteggiare il problema del riscaldamento globale, la Terra conosce una nuova Era Glaciale. Gli ultimi sopravvissuti vivono all’interno di un treno rompighiaccio in grado di correre all’infinito attraverso il globo. L’inventore di questa macchina perfetta, il misterioso Wilford, ha anche definito un sistema sociale su cui si regge l’equilibrio della comunità che abita i vagoni del treno. In coda si collocano i miserabili che salirono a bordo gratis, verso la testa del treno vivono invece i privilegiati passeggeri della prima classe. Ma la rivolta degli oppressi dalla coda del treno è arrivata e il suo leader, Curtis (Chris Evans), attende solo il momento giusto per tentare la conquista della testa del convoglio.

Snowpiercer si fa strada con l’azione (nonostante l’ampio spazio dato a dialoghi profondi e alla caratterizzazione dei personaggi) dei rivoluzionari che a tratti cadranno inesorabilmente, dando però la possibilità ai pochi sopravvissuti che si cimenteranno attraverso i diversi vagoni, fino al raggiungimento della rivelazione finale.

Te lo consiglio perché

Bong Joon-ho, regista di talento, particolarmente capace di stare in equilibrio tra cinema popolare e rilettura critica del genere, riesce a confezionare un’opera davvero eccellente. È riuscito infatti a portare sui grandi schermi internazionali un classico di fantascienza, che non rappresenta semplicemente un’efficace opera di intrattenimento, ma anche una profonda riflessione filosofica sulla natura dell’uomo e le sorti dell’umanità, cupa e inquietante, disperata, ma al contempo caratterizzata dall’ironia e aperta in un finale che fa scorgere un raggio di speranza.

Questo treno, costruito attraverso le geniali scenografie di Ondrei Nekvasil e intriso luci e oscurità (eccellente fotografia di Hong Kyung-pyo), riflette in modo magistrale la prospettiva non-occidentale dell’autore.

Insieme all’intenso Chris Evans e un ineccepibile John Hurt, troviamo Song Kang-ho e l’inattesa Go Ah-sung, nonché Octavia Spencer. Su tutti spicca però Tilda Swinton, che interpreta l’ironica, crudele e robotica Mason.

L’ordine è l’unica barriera che tiene lontana la morte. Tutti abbiamo un dovere su questo treno della vita, rimanere nelle sezioni stabilite. Dobbiamo ognuno di noi occupare il posto particolare che ci è stato assegnato.

Mason

Ileana Barilla

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