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Gnut – Nun te ne fa’

nun te ne fa

L’album di Gnut Nun te ne fa’, uscito nel 2022, sotto l’etichetta Beating Bum di Piers Faccini, rappresenta il quarto capitolo discografico del cantautore partenopeo, già noto per la pubblicazione di “Hear My Voice“. I lavori musicali di artisti come Claudio Domestico, in arte Gnut, sono un riflesso autentico dell’anima di Napoli, narrando la sua storia attraverso brani diventati dei veri e propri classici nel panorama della musica d’autore italiana e partenopea.

Lo stesso artista rivela che l’evoluzione di questo album ha avuto inizio nel 2014. Quaranta brani musicali sono troppi per essere inclusi in un unico disco, nel mezzo di avvenimenti come la nascita di un figlio, il periodo della pandemia, la realizzazione di altri due album, il successo del suo singolo con Capitan Capitone e le collaborazioni con Alessio Sollo.

Le tracce dell’album Nun te ne fa’

Dieci tracce, tra cui due in lingua italiana, vengono plasmate, con la produzione affidata al fidato Piers Faccini, che prevede anche il lancio simultaneo dell’album in Francia. Questo disco sembra condensare in un’unica espressione l’approccio di Gnut alla musica.

“Voglio dirti che sto bene”, afferma Gnut in “Anche per te”, delineando un sentimento che permea l’intero album, sottolineando un’ottica di resilienza e speranza anche nelle circostanze più difficili.

I testi di Gnut utilizzano parole che hanno il potere di ristabilire l’equilibrio dei frammenti dispersi nel cuore e nello stomaco. L’approccio di Gnut alla scrittura e alla reinterpretazione della realtà è da assaporare, evidenziato nella traccia principale “Nun te ne fa‘”, che penetra profondamente nell’ascoltatore per individuare il punto preciso in cui si accende la nostra determinazione a resistere, evitando di soccombere alla monotonia quotidiana che appiattisce ogni cosa e tutti noi.

Altri pezzi, come l’opener dell’intero album o “Ammore quanno è ammore“, sono autentiche gemme capaci di elevare ulteriormente questo disco, posizionandosi rapidamente come potenziali nuovi classici nel repertorio di Claudio.

Duje Vicchiarielli” si avvicina al genere pop, ricordando alcuni brani della carriera solista di Francesco di Bella, con cui Gnut stesso collabora. Nell’album hanno partecipato diversi talenti: oltre al già menzionato Faccini come produttore, ci sono state contribuzioni nella scrittura da Alessio Sollo, esecuzioni alla batteria da Simone Prattico, interventi violinistici di Michele Signore, partecipazione alla tamorra da Luca Rossi e la voce storica di Fausta Venere della Nuova Compagnia di Canto Popolare. Oltre a questi nomi di grande rilevanza, si può apprezzare anche la pregevole incursione nel disco della talentuosa voce di Ilaria Graziano.

La copertina dell’album è una fotografia di suo padre. L’artwork in qualche modo completa un cerchio personale, trasformando questo disco in una sorta di rappresentazione del passare del tempo e delle sue tracce evidenti sul nostro viso e nel animo. Le canzoni diventano così testimoni dei giorni, dei mesi, degli anni e dei ricordi che custodiamo dentro di noi, mentre cerchiamo costantemente di proiettarci verso il futuro, mantenendo lo sguardo rivolto in avanti.

Andrea Capacchione

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