Vai al contenuto

Fabri Fibra – Turbe giovanili

turbe giovanili

Sono passati 17 anni dalla pubblicazione di Turbe giovanili, un album nel panorama del rap italiano che ha profondamente influenzato l’adolescenza di molti giovani nella Penisola. Un lavoro musicale che, solo di recente, ha ottenuto il prestigioso riconoscimento di disco d’oro, un traguardo sorprendente considerando la lunga distanza temporale dalla sua uscita.

Il primo album di Fabri Fibra rappresentava perfettamente l’esperienza di ognuno di noi: giovani senza molto da fare in una città che offriva ben poco. Fibra esprimeva la sua poesia in modo giovanile, non ancora arrabbiato con il mondo come si sarebbe poi manifestato, ma piuttosto lucido e riservato.

Le tracce dell’album Turbe giovanili

Coloro che si sono avvicinati al mondo del Rap negli ultimi dieci anni e hanno conosciuto l’immagine che Fabri Fibra ha costruito potrebbero sentirsi completamente disorientati se si trovassero ad ascoltare “Turbe Giovanili”. Questo album rappresenta un Fibra molto diverso, lontano dall’immagine che ha costruito negli anni successivi. È possibile che questa sia stata un’operazione deliberata, una scelta strategica, oppure potrebbe essere stata semplicemente una manifestazione di un aspetto diverso della sua personalità artistica. In ogni caso, per chi è abituato all’immagine più recente di Fabri Fibra, ascoltare “Turbe Giovanili” potrebbe risultare un’esperienza sorprendente e fuori dalle aspettative.

La qualità della scrittura di Fabri Fibra si è progressivamente deteriorata nel tempo, fino a rendere la maestria del nostro rapper un pallido riflesso di ciò che era in grado di creare un tempo. Per riconquistare un Fabri Fibra di alto livello – meticoloso nella sua arte, abile nella tecnica, più moderato nei toni ma allo stesso tempo incisivo quando si tratta di criticare la società – o, come alcuni sostengono, l’unico Fabri Fibra che merita davvero di essere ascoltato, è essenziale recuperare questo album.

L’album, interamente prodotto – ad eccezione della traccia conclusiva realizzata da Lato – niente meno che da Neffa, si caratterizza per un raffinato gusto jazz, pervaso da una malinconia particolare. Con diciassette episodi, il disco esplora una serie di temi legati alla vita quotidiana, ma di certo non per questo privi di profondità o importanza. Si passa dall’amore (“Come te”) alla ricerca di una fuga dalla provincia (“Dove fuggi?”), dalla fiducia nelle relazioni di amicizia (“Nuovi stili d’insonnia”) alla vacuità del successo (“Personaggi di passaggio”), dalle riflessioni sulle dinamiche umane (“Fuori norma”) alle considerazioni sull’attualità (“In quanti?”). La varietà dei temi trattati contribuisce a rendere l’album un’esplorazione ricca e diversificata della vita e della società.

Fibra dimostra una destrezza unica nel muoversi tra questi argomenti così diversificati, mantenendo un flow inconfondibile, fluido e tecnicamente preciso, senza interpretare un ruolo e con una spontaneità che, nel tempo, ha gradualmente perso dopo il suo ingresso nel mainstream. È difficile non menzionare in modo speciale “Dalla a alla z“, una traccia che, almeno dal punto di vista tecnico, ha fatto veramente scuola nella scena dell’hip-hop; tuttavia, l’intero album è assolutamente essenziale per l’evoluzione dell’hip-hop italiano. Questo è dovuto alla competenza lirica del rapper, all’impatto delle basi musicali di Neffa e, in generale, all’atmosfera coesa e definita che permea l’intero lavoro. È proprio questa atmosfera unitaria che emerge da un progetto ben congegnato, un aspetto che manca nella maggior parte delle produzioni musicali italiane attuali.

Andrea Capacchione

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *