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Il film della settimana: Orphan (2009)

orphan

Questa settimana parliamo di un thriller psicologico ricco di suspence e colpi di scena: Orphan di Jaume Collet-Serra.

Il film si concentra sulla storia di una coppia con una figlia sorda e un bambino che decide di adottare una bambina di nome Esther dopo la perdita durante il parto del loro ultimo figlio.

Orphan: trama e recensione

Dopo aver adottato Esther (Isabelle Fuhrman), Kate (Vera Farmiga) e John Coleman (Peter Sarsgaard ) sembrano trovare in lei una nuova speranza e gioia, ma presto emergeranno oscure verità sul suo passato.

Esther si rivela essere una bambina estremamente intelligente e talentuosa, ma il suo comportamento diventa sempre più inquietante. A poco a poco, vengono svelati dettagli sul suo passato turbolento, rivelando che la sua adorabile immagine nasconde un lato oscuro e pericoloso.

Kate inizia quindi a indagare su Esther e scopre una serie di eventi scioccanti legati ai suoi precedenti genitori adottivi. La tensione aumenta quando la bambina inizia a manipolare la famiglia e ad attuare piani per ottenere ciò che vuole.

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Orphan esplora temi di fiducia, maternità e il lato oscuro della natura umana attraverso una trama che si sviluppa in modo intenso, mantenendo lo spettatore incollato allo schermo mentre la famiglia lotta per sopravvivere alle minacce di Esther.

Le interpretazioni del cast sono degne di nota, in particolare quella di Isabelle Fuhrman, che ha ricevuto elogi per la sua capacità di incarnare un personaggio così complesso e spaventoso.

Tra le molte sfaccettature del film, un elemento che colpisce particolarmente è infatti la dualità della protagonista: dannata e innocente al tempo stesso. Il suo essere orfana e la e solitudine la rende quasi indifferente all’affetto, tranne che da una figura specifica.

La sua razionalità, azioni e ricatti evidenziano un’intelligenza notevolmente avanzata per la sua età, permettendole di manipolare sia la sorellastra che il fratellastro. Riesce persino a terrorizzare la madre adottiva, che cerca disperatamente di avvicinarsi a lei. Ogni sua mossa sembra sfidare la logica morale in ogni sua forma. Eppure, data la sua giovane età, sembra immune da qualsiasi colpa, rendendo difficile credere che sia davvero coinvolta.

Basata sulla costruzione della tensione e sull’uso di colpi di scena, la pellicola presenta una narrazione serrata e degli elementi di suspence interessanti. Jaume Collet-Serra ha diretto il film con una certa maestria, creando un’atmosfera inquietante e mantenendo una buona regia nella gestione delle sequenze più intense.

Un film molto apprezzato dagli appassionati di thriller psicologici, specialmente coloro che cercano una combinazione di tensione e drammaticità quando si tratta di trame che coinvolgono bambini.

Non mi parlare come se fossi una bambina!

Esther

Ileana Barilla

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