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Television – Marquee Moon

marquee moon

Recensione dedicata all’album d’esordio dei Television Marquee Moon, risalente al 1977. Il disco, un’opera di grande valore nell’ambito della corrente musicale della new wave, rappresenta una rivisitazione emozionante della psichedelia underground del passato. È caratterizzato da una complessa combinazione di arrangiamenti discordanti e soli straordinari, entrambi fondati sull’iterazione costante di una frase unica e su variazioni timbriche.

Negli anni Settanta, New York si trasforma nel luogo di sperimentazione della new wave. Presso il mitico locale underground CBGB’s, artisti come Patti Smith, Ramones e Television scuotono il pubblico con un sound innovativo, che contribuisce alla nascita del punk e potenzialmente cambia il panorama rock per sempre. I pionieri della scena newyorkese, ispirandosi ai leggendari Velvet Underground, introducono nella struttura delle canzoni tradizionali gesti sonori che riflettono le ansie e le tensioni della gioventù cresciuta senza gli ideali utopistici degli anni Sessanta. Tra questi, gli ultimi a debuttare con un album sono proprio i Television.

Analisi dell’album Television – Marquee Moon

Le composizioni di Marquee Moon sono particolarmente influenzate dalle eccezionali melodie chitarristiche di Verlaine. Fondamenta blues, riff accattivanti impreziositi da arpeggi, feedback, tremoli e glissati, oltre a assoli eccentrici, leggermente influenzati dal jazz e con tocchi suggestivi orientali, rivoluzionano effettivamente l’approccio alla chitarra elettrica nel contesto della musica rock.

In questo contesto, nasce il folk-rock grezzo (e indimenticabile) di “Venus“, caratterizzato da un tagliente fraseggio chitarristico, un groove di basso avvolgente, cori seducenti, un ritornello incantevole e tocchi percussivi magici. Successivamente, emerge la dolcezza frammentata della ballata “Elevation“, contraddistinta da una linea di basso distintiva che si intreccia con gli arpeggi struggenti della chitarra, seguita dall’andamento meccanico e freddo di “See No Evil“.

Sono illuminazioni di un rock vivido e poetico, capace di comunicare simultaneamente scosse di ansia e un senso di desolazione rassegnata. Inoltre, emergono le due lunghe improvvisazioni di “Marquee Moon” e “Torn Curtain”, avvincenti viaggi nell’oscura psiche umana dalle sfumature cupe e torbide. La traccia principale, la meravigliosa suite “lunare”, rappresenta una prolungata sequenza di art rock circolare, che si perde in un effetto ipnotico con richiami al progressive.

“Torn Curtain” si presenta come un’epica cavalcata elettrica dalle sonorità blues, una serenata tagliente che, alternando dolci accordi di organo e pianoforte alla furia della batteria, dipinge un’infinita notte che si distende implacabile sul mondo.

Il rock eccentrico dei Television rappresenta solo un versante della desolazione urbana e dell’ansia per il futuro, narrata anche dai Pere Ubu con “Modern Dance” e da gruppi come Devo e Ultravox: un passaggio cruciale nella creazione di un nuovo genere musicale, la new wave, destinato a essere uno dei più fecondi del decennio successivo. Nonostante “Marquee Moon” conquisti il plauso della critica internazionale, le vendite sul suolo patrio rimangono modeste.

Verlaine e il suo gruppo avranno invece un grande successo in Inghilterra, esercitando un’influenza significativa sul passaggio verso le forme più oscure della new wave rappresentate da band come Joy Division, Cure e Smiths. Il loro contributo rimarrà fondamentale anche nei decenni successivi, come dimostreranno gruppi come Interpol e molti altri.

Buon ascolto!

Andrea Capacchione

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